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Brasile, Bolsonaro già nella bufera
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Brasile, Bolsonaro già nella bufera
Redazione
8 anni fa
Leader indigeni e dirigenti politici dell'opposizione hanno criticato la riforma di demarcazione degli indigeni

Leader indigeni e dirigenti politici dell'opposizione brasiliana hanno criticato la decisione del presidente Jair Bolsonaro di togliere alla Fondazione Nazionale per gli Indigeni (Funai) una delle sue funzioni più importanti e significative - l'identificazione e demarcazione dei territori delle diverse popolazioni indigene del paese - per affidarla al ministero dell'Agricoltura, che sarà diretto da una rappresentante della lobby dell'agrobusiness.

"Hanno cominciato a smantellare!", ha lanciato su Twitter Sonia Guajajara, leader indigena ed ex candidata vicepresidente del Partito Socialismo e Libertà (Psol, sinistra), prima di aggiungere: "qualcuno ha ancora dubbi riguardo alle promesse di esclusione della campagna elettorale" di Bolsonaro?

Da parte sua Marina Silva, ex ministro dell'Ambiente ed ex candidata alla presidenza della Rete Sostenibilità, ha detto che il nuovo presidente "offre ai carnefici l'opportunità di essere ancora più violenti con coloro che sono stati le loro principali vittime durante la storia".

In una decisione pubblicata poche ore dopo l'inaugurazione del suo mandato, Bolsonaro ha disposto che la gestione dei territori indigeni andrà al ministero dell'Agricoltura, dicastero che ha affidato a Teresa Cristina, finora deputata e leader del gruppo parlamentare "ruralista", la potente lobby che rappresenta in Parlamento gli interessi dei grandi proprietari agricoli, frequentemente in conflitto con gli indigeni per lo sfruttamento dei loro territori.

Bolsonaro ha difeso oggi su Twitter la sua decisione, sostenendo che "oltre il 15% del territorio nazionale è demarcato come territorio indigeno o quilombolas", cioè territori attribuiti a comunità di radici afro, dove "meno di un milione di persone vivono in posti lontani dal vero Brasile, sfruttati e manipolati dalle Ong", prima di promettere che "vogliamo integrare questi cittadini, per dare lo stesso valore a tutti i brasiliani".

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