
Ennesimo nulla di fatto in Bosnia-Erzegovina nell'ultima riunione fra i rappresentanti delle tre componenti etniche (musulmana, serba, croata) per la formazione di un nuovo governo centrale. Come riferiscono infatti i media, l'incontro di ieri fra i leader dei sei maggiori partiti del paese si è concluso senza alcun accordo, lasciando il paese ancora privo di governo a oltre un anno dalle elezioni politiche del 3 ottobre 2010. Si sono così ripetute le accuse incrociate sulla responsabilità del nuovo fallimento, a cominciare dal leader serbo-bosniaco Milorad Dodik. Il presidente della Republika Srpska (Rs, entità a maggioranza serba della Bosnia-Erzegovina) ha accusato la componente musulmana di volersi garantire nel nuovo governo quattro incarichi ministeriali di grande rilievo, compresi esteri e finanze, confermando con ciò, ha detto, il suo desiderio di dominio. "Se dovesse andare così, questo paese in venti anni potrebbe diventare interamente musulmano", ha detto Dodik, che è leader dell'Alleanza dei socialdemocratici indipendenti (Snsd). Pressioni rinnovate sulle fazioni politiche bosniache affinchè si giunga in tempi brevi a un'intesa sul nuovo governo centrale sono giunte dal rappresentante Ue in Bosnia Peter Sorensen e dal direttore generale per l'allargamento della Ue Stefano Sannino. (ANSA) ATS
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