
Il Covid-19 sta “tornando a diffondersi in maniera esponenziale, come vediamo” dai numeri di paesi “come la Spagna o la Francia”, ed è per questo che il Regno Unito deve adottare le nuove restrizioni annunciate oggi per “frenare il virus adesso”. Lo ha detto il premier Boris Johnson in un discorso televisivo alla nazione, insistendo di voler “fare tutto il possibile per evitare un nuovo lockdown nazionale”.
Il premier ha definito “non realistico” pensare che il contagio dei giovani sia privo di conseguenze, poiché esso finisce “inevitabilmente” per coinvolgere altre fasce d’età. Ha quindi ammonito la popolazione a mostrare “disciplina e risolutezza”.
Il governo “si riserva il potere di prendere misure” più severe se la popolazione britannica non rispetterà le restrizioni, ha detto Johnson nel suo messaggio alla nazione in cui ha richiamato “il buonsenso” dei suoi connazionali e ricordato di essere “riluttante” a intervenire sulle libertà individuali, ma di ritenere ora necessario agire per evitare conseguenze più gravi.
“Pronti a usare l’esercito”
Ha quindi confermato che le misure sono vincolanti, con più controlli di polizia e multe più salate, e che il governo è pronto “se necessario” a usare l’esercito in compiti di backup per consentire agli agenti di concentrarsi di più nella sorveglianza sulle misure anti-Covid. Johnson ha indicato la pandemia attuale come “la crisi più grave che il mondo si trova a dover affrontare in tutta la mia vita”. Mentre ha parlato di speranze dalle ricerche su un vaccino, aggiungendo tuttavia che “non ci siamo ancora”. E si è impegnato a garantire “test di massa” per controllare il contagio nei prossimi mesi.
“So che avremo successo, perché siamo riusciti ad aver successo unendoci come nazione” anche dopo la fase iniziale più acuta dell’epidemia permettendo alla fine agli ospedali del servizio sanitario (Nhs) di farvi fronte, ha sostenuto, pur non senza riconoscere come il Regno abbia “pianto” numerosi morti.
Misure analoghe a quelle annunciate dal premier Tory britannico per l’Inghilterra, pur con qualche differenza comunque inferiore rispetto ai mesi scorsi, sono state intanto annunciate contemporaneamente per la Scozia e per il Galles dai capi dei governi locali di Edimburgo e di Cardiff, l’indipendentista Nicola Sturgeon e il laburista Mark Drakeford, competenti in materia nei rispettivi territori in forza della devolution accordata alle nazioni del Regno.
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