
Rimbalzo di contagi da coronavirus nel Regno Unito dove nelle ultime 24 ore censite il ministero della Sanità ha registrato altri 2.998 casi, con un’impennata di oltre mille in più rispetto a ieri e un picco inedito da maggio, su un numero di tamponi assestato attorno a 175.000 al giorno.
I morti quotidiani sono tuttavia scesi a due - minimo assoluto da inizio della pandemia, salvo un singolo giorno di agosto - fino a una somma ufficiale pari a 41.551. E calano anche i ricoveri complessivi per Covid (756 al momento nell’intero Paese) nonché il ricorso alla terapia intensiva (69 pazienti totali).
Alcuni specialisti britannici temono comunque ora il consolidamento dei nuovi focolai localizzati individuati in queste ultime settimane in alcune regioni e città dell’isola, in particolare nel centro-nord d’Inghilterra. Mentre un ulteriore allarme arriva dal potenziale effetto del rientro di massa nella prima metà di settembre di masse di studenti nelle università del Paese, riaperte ai corsi ordinari dopo il regime di contatti solo digitali dei mesi del lockdown nazionale.
L’opposizione laburista di Keir Starmer intensifica da parte sua la pressione sul governo per avere test negli aeroporti, anche con l’obiettivo di ridurre la durata e l’estensione della quarantena per i viaggiatori che arrivano nel Regno dai Paesi più soggetti a nuovi picchi di contagio: opzione tuttavia che il governo Tory di Boris Johnson giudica inefficace se non ingannevole. Richiamandosi a studi secondo i quali il tampone episodico e istantaneo per coloro che sbarcano dagli aerei appare in grado di identificare non più del 7% delle infezione e rischia semmai da dare un senso di falsa sicurezza a chi risulti momentaneamente negativo.
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