
Una zona di esclusione aerea, truppe internazionali ai confini e l'applicazione delle Convenzioni di Ginevra sono le rivendicazioni formulate oggi dai dimostranti curdi che sull'arco di quattro giorni si sono incamminati da Losanna a Ginevra. Giunti ieri nella città di Calvino, i 1200 marciatori di 17 nazioni, fra i quali figuravano principalmente cittadini curdi residenti in Svizzera, si sono radunati oggi sulla Piazza delle Nazioni per denunciare l'offensiva turca contro l'enclave curda di Afrin in Siria. La Svizzera è stata invitata a far pressione su Ankara per ottenere l'applicazione delle Convenzioni di Ginevra nella città sotto controllo curdo. I partecipanti alla marcia di protesta erano partiti lunedì da Losanna, dove si erano radunati davanti al Palazzo di Rumine, nel quale era stato firmato nel 1923 il Trattato di Losanna, che ha stabilito i confini attuali della Turchia e posto fine al sogno dei curdi di disporre di un proprio Stato.
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