
La Corte Suprema di Giustizia boliviana si è ritrovata acefala dopo la temporanea sospensione del suo presidente approvata la scorsa notte dalla maggioranza dei deputati della camera bassa del Parlamento di La Paz. Il presidente della Corte, Eddy Fernandez, è stato temporaneamente sollevato dal suo incarico con l'accusa di "rallentare la giustizia" nel processo contro l'ex presidente boliviano, Gonzalo Sanchez de Losada, il cui inizio è previsto per lunedì. Losada è accusato di genocidio per le violenze dell'ottobre del 2003 che causarono la morte di oltre 60 persone. Fernandez ha definito la misura come "un'azione di terrorismo legale", annunciando che non si dimetterà e che assumerà la propria difesa in Senato: qui l'opposizione, che ha difeso il suo operato, dispone della maggioranza dei seggi. Alla Camera, invece, la sospensione del presidente dell'alta corte è stata votata da 62 dei 67 deputati presenti. La Corte Suprema lavorava, negli ultimi tempi, col numero minimo di otto ministri sui dodici complessivi che la compongono. Dopo la sospensione di Fernandez, i membri sono rimasti in sette e la Corte non può più operare. ATS
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