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Estero
Bolivia: crisi, sforzo comune Morales-Chiesa per soluzione
Redazione
18 anni fa

La Chiesa cattolica della Bolivia e il presidente Evo Morales hanno espresso la comune volontà di cercare il dialogo con l'opposizione, e garantire la pace nel paese, al termine di un incontro a Cochabamba nella Casa Cardinal Clemente Maurer, dove è in programma l'assemblea annuale della conferenza episcopale boliviana. Morales si è rivolto al cardinal Julio Terrazas in seguito alla forte opposizione al suo governo dei prefetti delle regioni che, nonostante la legge non lo permetta, hanno indetto referendum per approvare statuti di autonomia da loro promossi. Ieri a Santa Cruz, la regione più ricca del paese che guida la rivolta, più di 300.000 persone, secondo gli organizzatori, in una manifestazione di produttori agricoli hanno ribadito la loro determinazione a svolgere il referendum autonomista previsto per il 4 maggio e dichiarato illegale da Morales. "Questo attacco del governo non è ai coltivatori di soja, bensì all'autonomia - ha detto il presidente del Comitato Civico di Santa Cruz, Branco Marinkovic - Se pensano che ci sottometteranno, sappia questo governo che può fare altri 20 decreti, ma il 4 maggio diremo sì all'autonomia". Oggi, intanto, sono giunti a La Paz il ministro degli Esteri dell'Argentina Jorge Taiana e il viceministro degli Esteri della Colombia Camilo Reyes, invitati da Morales per trovare una soluzione allo stallo politico, mentre per domani è previsto l'arrivo del ministro degli Esteri brasiliano, Celso Amorim. Ad appoggiare il governo di La Paz nel suo sforzo di mantenere la legalità e l'unità nazionale, sono intervenuti anche la Banca mondiale, l'Unione europea e l'Organizzazione degli Stati americani (Osa). ATS

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