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Estero
"Blatter merita il Nobel"
Redazione
11 anni fa
Lo sostiene Vladimir Putin. E sull'Europa: "Deve essere più indipendente e difendere i propri interessi"

"Se c'è qualcuno che merita il premio Nobel, sono persone come lui", dirigenti di grandi federazioni sportive internazionali o che organizzano i giochi olimpici, che "avvicinano le nazioni di tutto il mondo e migliorano i modi in cui interagiscono", ha dichiarato il leader del Cremlino Vladimir Putin in una intervista alla radiotelevisione romanda (RTS) diffusa ieri sera.

Sabato, durante i sorteggi a San Pietroburgo per le qualificazioni ai Mondiali russi del 2018, Joseph Blatter aveva ribadito il "pieno sostegno" della Fifa alla Russia come Paese organizzatore della competizione.

"Tutti siamo a conoscenza della situazione che si sta sviluppando intorno a Blatter", ha detto Putin, prima di precisare: "Io non voglio entrare nei dettagli ma non credo una sola parola sul coinvolgimento personale di Blatter nella corruzione".

Fin dall'inizio dello scandalo il Cremlino ha sostenuto il 79enne vallesano e criticato gli inquirenti statunitensi che hanno lanciato l'inchiesta, accusandoli di andare oltre la loro giurisdizione. "Il modo in cui si manifesta questa lotta contro la corruzione mi induce a chiedermi se non sia la continuazione della gara per il 2018 e il 2022", ha rincarato la dose Putin.

Il riferimento è alle inchieste aperte anche sulle presunte irregolarità nell'assegnazione della Coppa del mondo a Russia e Qatar, nel 2018 e nel 2022.

"Se si sospetta qualcuno di un delitto, si raccolgono le informazioni necessarie e si trasmettono alla procura dello Stato di cui è cittadino. Ma in nessun caso un paese, grande o piccolo, può spostarsi nel mondo e arrestare chi vuole e trascinarlo nelle proprie galere", ha proseguito Putin, riferendosi alla giustizia Usa che sta indagando sui funzionari Fifa.

Lotta al terrorismo

Parlando poi del cambio di rotta di Usa e UE nella lotta comune al terrorismo Putin ha risposto: "meglio tardi che mai", auspicando che la cooperazione con l'Occidente possa andare oltre questo obiettivo, abbracciando anche la crisi ucraina.

"Quando ho chiesto ai miei colleghi, europei inclusi, 'vedi cosa sta accadendo'? loro erano soliti rispondere 'sì, lo vediamo, ma per varie questioni nazionali, circostanze internazionali, non possiamo sostenerti'", ha aggiunto il presidente russo riferendosi alla lotta di Mosca contro il terrorismo caucasico e alle infiltrazioni di Al-Qaida. "Io rispondevo loro 'se non potete sostenerci, almeno non ostacolate i nostri sforzi", ha aggiunto.

A suo avviso ora però la situazione è cambiata. "Europa e Usa hanno capito il vero pericolo delle manifestazioni estreme del radicalismo e si sono unite alla lotta. Come dice il popolo russo, meglio tardi che mai", ha sottolineato, auspicando che la cooperazione con l'Occidente vada oltre, dalla risoluzione della crisi ucraina ad altre questioni economiche: "ci impegneremo nel dialogo e lavoreremo per una soluzione accettabile per tutti".

Un'Europa "più indipendente"

Per Putin l'Europa dovrebbe essere più indipendente e difendere i propri interessi, diventando meno obbligata verso la Nato e gli Usa. "Sarebbe ottimo vedere l'Europa mostrare più indipendenza e sovranità, e la sua capacità di combattere per i propri interessi nazionali, gli interessi dei suoi popoli e dei suoi Paesi", ha dichiarato ancora il leader del Cremlino.

Putin ha aggiunto che indubbiamente si perde un certo livello di sovranità quando si aderisce a "qualsiasi organizzazione o blocco politico-militare" e ha ricordato che "la Francia si ritirò dalla Nato per preservare la sua sovranità ad un livello più grande di quello che sarebbe stato possibile avere come parte dell'organizzazione". "Non è affar nostro analizzare la politica estera dei Paesi europei. Ma si deve riconoscere che se dobbiamo discutere gli affari inter-europei con i partner europei a Washington, la cosa non è molto interessante", ha concluso Putin.

Il sostegno delle destre europee

A suo avviso, le destre europee non sostengono il Cremlino ma gli interessi nazionali, anche dalle interferenze straniere. Il presidente russo ritiene che il supporto delle sue politiche da parte della leader del Fronte nazionale francese, Marine Le Pen, o dell'UDC svizzera, non abbia nulla a che fare con lui personalmente. A suo avviso, si tratta di uno "spostamento tettonico nella coscienza pubblica europea" verso la protezione degli interessi nazionali, anche da interventi politici stranieri.

Secondo Putin, varie questioni che stanno fronteggiando gli europei, compreso il flusso di migranti da posti come la Libia devastata dalla guerra, hanno a che fare con "decisioni prese oltre oceano". L'Europa, sostiene Putin, sta pagando per decisioni che non ha preso.

Lavorare con gli Usa

Nonostante la "politica imperialista", con sufficiente pazienza è possibile e necessario lavorare con gli Usa per risolvere le questioni globali, ha proseguito Putin, che apprezza gli sforzi internazionali che hanno portato al recente accordo sul nucleare iraniano.

Il leader del Cremlino ha criticato il diritto autopercepito del governo Usa di esercitare pressioni su altri Paesi, secondo la politica del "chi non è con noi è contro di noi", ma ha assicurato che la posizione russa verso la politica estera americana "non ha nulla a che fare con l'anti-americanismo". I russi, ha aggiunto, "hanno grande rispetto e grande amore per gli Usa, specialmente per il popolo americano".

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