
Siete possessori di cani e vivete a Napoli? Attenzione a non raccogliere i 'bisognini' dei vostri amici a quattro zampe perché potrebbe 'incastrarvi' l'esame del Dna del vostro animale. Lo stabilisce una ordinanza del sindaco. E se c'è chi si dice favorevole perché così si tutelerà il decoro urbano, c'è anche chi, soprattutto sui social network, ironizza perché a Napoli sarebbero ben altre le priorità. Tra i favorevoli e i contrari, intanto l'ordinanza c'è. Per ora si parte dai quartieri della quinta Municipalità Vomero-Arenella che sono stati scelti come "quartieri pilota" in seguito a un'indagine, condotta dall'Università Federico II, che li classica come tra i più 'imbrattati' dai cani. Ed ecco cosa prevede l'ordinanza: obbliga i proprietari di cani residenti in queste aree a sottoporre gli animali al prelievo ematico per l'esame del Dna che potrà essere effettuato gratuitamente soltanto presso l'ospedale veterinario. Non solo. I proprietari devono, qualora non lo avessero già fatto, iscrivere il cane all'anagrafe canina regionale, munirsi di dispositivo per la rimozione delle feci, sottoporre il cane al prelievo ematico per la leishmania. Previste, ovviamente, multe per gli indisciplinati che vanno dai 25,82 euro ai 154,94 euro. Il provvedimento consentirà di costituire una banca dati del Dna canino e, attraverso un'indagine comparativa tra il Dna estratto dalle deiezioni trovate in strada e il Dna custodito in banca dati si potrà identificare il proprietario che non ha rimosso le feci del proprio cane dalla strada.
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