
Le sanzioni internazionali non hanno cambiato il comportamento della Birmania e la segretaria di stato americana, Hillary Clinton, annuncia che Washington intende ora confrontarsi direttamente con la giunta militare. Lo rivela il sito della Bbc. In Birmania "vogliamo riforme democratiche credibili, un governo che risponda ai bisogni del popolo birmano, l'immediato e incondizionato rilascio dei prigionieri politici...un dialogo serio con l'opposizione e con le minoranze etniche", ha detto la Clinton dopo una serie di colloqui con diplomatici a margine dell'Assemblea generale dell'Onu, in corso al Palazzo di Vetro di New York. "Crediamo - ha continuato la ministra degli esteri Usa - che le sanzioni restino una parte fondamentale della nostra politica, ma da sole non hanno prodotto i risultati di cui si sperava avrebbe beneficiato il popolo birmano" e non sono stati nemmeno rilasciati in prigionieri politici, fra i quali la leader dissidente storica, Aung San Suu Kyi, Nobel per la Pace. Secondo Clinton, "é sbagliato porre la scelta fra il confronto e le sanzioni", quindi "andremo avanti utilizzando entrambi questi strumenti con lo stesso fine: favorire riforme democratiche ci confronteremo direttamente con autorità birmane". Secondo i media, il Congresso Usa sarà informato oggi della nuova politica di confronto con la Birmania. ATS
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