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Birmania: Suu Kyi, processo di appello negato da giunta
Redazione
17 anni fa

È stata respinta oggi in Birmania la richiesta di appello presentata del premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi dopo la condanna a 18 mesi inflittale in agosto. Una mossa che le preclude la possibilità di partecipare alle prossime elezioni e che ha provocato l'immediata reazione del Consiglio per i diritti dell'uomo di Ginevra, il quale ha chiesto la "liberazione immediata e senza condizioni" della leader dissidente e di "tutti i prigionieri politici". Questa mattina un tribunale d'appello di Rangoon ha rigettato il ricorso dei legali di Suu Kyi, confermando la pena a 18 mesi di arresti domiciliari per violazione alle regole della sua detenzione. In una risoluzione adottata per consenso da tutti i 47 membri, il Consiglio per i diritti dell'uomo si è dichiarato "vivamente preoccupato" per il trattamento riservato a Suu Kyi e ne ha chiesto la liberazione. Il Consiglio ha chiesto anche di "liberare senza condizioni tutti i prigionieri politici per permettere loro di partecipare alle elezioni del 2010. La leader dell'opposizione, 64 anni di cui tredici trascorsi in carcere o agli arresti domiciliari, era stata condannata a tre anni di reclusione e lavori forzati, pena subito modificata in 18 mesi di domiciliari, per aver ospitato nella sua residenza il mormone americano John Yattaw. L'uomo, secondo la difesa, era entrato nella villa della donna senza esser stato invitato e sarebbe dunque l'unico responsabile dell'infrazione. Rifiutando l'appello, le autorità birmane impediscono al Premio nobel di partecipare alle elezioni presidenziali del prossimo anno, le prime ad essere organizzate in Birmania dal 1990. Allora vinse in modo netto il partito di Suu Kyi, la Lega nazionale per la democrazia, che non poté insediarsi perché la giunta militare annullò il voto. I legali del Premio nobel si sono detti pronti a "fare appello alla Corte Suprema", ma le possibilità di vittoria sembrano pochi. Chi sospettava che il regime avesse utilizzato un pretesto per eliminare il suo principale avversario politico ha avuto oggi un'ulteriore conferma. ATS

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