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Estero
Birmania: Suu Kyi, finiti i domiciliari ma resta in carcere
Redazione
17 anni fa

Il regime militare birmano ha ufficialmente messo fine agli arresti domiciliari cui Aung SanSuu Kyi, la leader dell'opposizione, era sottoposta dal 2004. Suu Kyi però resta in carcere e nel processo in corso in questi giorni rischia una condanna a cinque anni di prigione per avere violato le regole degli arresti domiciliari. Lo ha detto un portavoce della Lega nazionale per la Democrazia, il partito dell'opposizione. Il portavoce ha precisato che un alto funzionario di polizia ha consegnato a Suu Kyi una lettera in cui le viene notificato che non deve più sottostare alle restrizioni imposte dagli arresti domiciliari, i cui termini temporali scadono domani. "Ma non sappiamo se rallegrarci o rattristarci", ha detto ancora il portavoce, perché la leader del partito è sotto processo nel carcere di massima sicurezza di Insein e rischia cinque anni di prigione a causa dell'intrusione nella sua abitazione di un cittadino americano. Aung San Suu Kyi pertanto, secondo il portavoce, è ora in teoria "libera" non vigendo più la sanzione che le è stata imposta perché era considerata un "elemento sovversivo in grado di mettere a rischio la sicurezza dello stato". ATS

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