Cerca e trova immobili
Estero
Birmania: smacco Ban Ki-moon,no giunta incontro Suu Kyi
Redazione
17 anni fa

Era arrivato con aspettative basse, accompagnato dalle critiche di chi fiutava una trappola diplomatica; è ripartito dando l'impressione di essere stato irriso, fornendo nuovo materiale ai suoi detrattori. La visita in Birmania di Ban Ki-moon, organizzata in fretta su invito del regime, si è rivelata un fallimento su tutta la linea: il segretario generale dell'Onu ha lasciato in serata il Paese senza alcun impegno concreto, da parte della giunta militare, sul rilascio dei prigionieri politici e lo svolgimento di elezioni regolari il prossimo anno. Soprattutto, nonostante insistite richieste, gli è stato negato il permesso di visitare la leader dell'opposizione Aung San Suu Kyi, in carcere da maggio. "Sono profondamente deluso", ha detto stamattina il segretario generale al termine del colloquio con il generale Than Shwe nella capitale Naypyidaw, dopo un primo rifiuto ricevuto ieri. Il numero uno della giunta, ha raccontato Ban, gli aveva assicurato di "volere davvero esaudire la sua richiesta". Ma siccome Suu Kyi, 64 anni, è sotto processo, un incontro avrebbe interferito con il corso della giustizia. "Si tratta di una battuta di arresto per la comunità internazionale e una occasione mancata per le autorità birmane", ha aggiunto Ban. Il segretario generale aveva previsto che la missione sarebbe stata "molto difficile". Dopotutto, nessuno dei suoi predecessori è riuscito a incontrare il premio Nobel per la Pace da quando è stata arrestata la prima volta, nel 1989. Ma é soprattutto l'approccio morbido di Ban, gentile e ossequioso - ha espresso a Than Shwe il suo "apprezzamento per l'impegno nel far progredire il Paese" - verso un generale apparso impassibile e non disposto ad alcun compromesso, ad aver lasciato perplessi gli osservatori. Nonostante vaghe rassicurazioni ottenute sulla liberazione dei 2.100 prigionieri politici prima delle elezioni, la visita di Ban ha confermato l'impotenza della comunità internazionale verso un regime che dura da 47 anni, sopravvivendo alle pressioni e alle sanzioni occidentali, anche grazie al sostegno economico e diplomatico della Cina. ATS

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata