
"Grave preoccupazione" sul processo a carico della leader dell'opposizione birmana, Aung San Suu Kyi, è stata espressa oggi dall'ASEAN, l'associazione dei dieci Paesi del Sud-est asiatico, che invitano la giunta birmana a tutelare i diritti umani. "Si fa appello - scrive in una nota il governo della Thailandia, che ha la presidenza di turno dell'ASEAN - (alla giunta) perché conceda adeguate e tempestive cure mediche ad Aung San Suu Kyi oltre a trattarla in modo umano e dignitoso". Ma a differenza dell'Unione europea, che ha già imposto sanzioni economica alla Birmania e minaccia di inasprirle, la presidenza di turno di Bangkok ha messo in chiaro: "La Thailandia non userà misure forti o sanzioni economiche contro Myanmar (il nome dato dalla giunta alla Birmania, ndr) perché non si tratta della soluzione più appropriata al problema". La presidenza di turno dell'ASEAN, tuttavia, si è detta pronta a "contribuire costruttivamente" alla riconciliazione nazionale e a una transizione pacifica verso la democrazia in Birmania. Dell'ASEAN fanno parte, oltre a Birmania e Thailandia, anche Singapore, Vietnam, Laos, Cambogia, Indonesia, Malaysia, Brunei e Filippine. ATS
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