
Il presidente birmano Thein Sein ha annunciato oggi una "seconda ondata di riforme" imperniata sullo sviluppo economico del Paese dando più spazio al settore privato, dopo un processo di distensione avviato l'anno scorso con particolare enfasi sulla riconciliazione nazionale. Lo ha annunciato lo stesso ex generale in un discorso televisivo. Tra gli obiettivi di Thein Sein: la riduzione del ruolo dello Stato in settori chiave, tra cui telecomunicazioni, energia, elettricità, istruzione e sanità. Il governo, ha spiegato, punta a triplicare il prodotto interno lordo pro capite entro l'anno fiscale 2015/2016, favorendo in particolare i progetti di sviluppo sociale e menzionando la possibilità di introdurre un sistema di retribuzioni minime. "D'altra parte, continueremo a lavorare sulla riconciliazione nazionale, la stabilità, il rispetto della legge e la sicurezza della popolazione", ha detto Thein Sein, che nell'ultimo anno, oltre a liberare centinaia di prigionieri politici e a consentire il ritorno di Aung San Suu Kyi in politica, ha avviato una serie di riforme tra cui l'allentamento della censura e il riconoscimento della libertà di manifestazione. Nei mesi scorsi, il governo civile - subentrato nel marzo 2011 all'ex giunta militare, ma formato da molti ex esponenti del regime - ha già introdotto un sistema di semi-fluttuazione della moneta nazionale (il kyat). Una legge per regolare gli investimenti privati sarà presto discussa in Parlamento. Suu Kyi, impegnata al momento nel primo viaggio in Europa dopo 24 anni, ha predicato uno "sano scetticismo" di fronte al processo di riforme in corso, invitando investitori stranieri a contribuire allo sviluppo, ma al tempo stesso mettendoli in guardia dai rischi e dalle scarse garanzie legislative. ATS
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