
Ibrahim Gambari, l'inviato dell'ONU in Birmania, ha proseguito oggi la sua missione nel Paese incontrando il "Consiglio per lo sviluppo e la pace" del Paese asiatico, composto da un numero ristretto di ministri della giunta militare birmana, ma senza fare progressi di rilievo. Lo ha indicato una portavoce delle Nazioni Unite, Marie Okabe, parlando di "scambi di vedute ampi e molto franchi" su diversi argomenti, in particolare "sulla necessità di dialogo tra il Consiglio e Aung Suu Kyi", leader dell'opposizione agli arresti domiciliari. La Okabe ha aggiunto che "come richiesto dalle controparti, Gambari ha offerto consigli sulle azioni che la Birmania dovrebbe intraprendere per progredire concretamente nelle aree che preoccupano la comunità internazionale". Gambari ha quindi sottolineato "l'importanza di ampliare il processo di riforma costituzionale in modo che rifletta le posizioni di chi finora non ha partecipato". Il diplomatico nigeriano, inoltre, ha incontrato il ministro per la pianificazione e lo sviluppo economico, U Soe Tha, per discutere "la futura cooperazione tra il governo birmano e la squadra dell'Onu presente nel Paese asiatico". L'emissario dell'Onu ha incontrato anche il generale Thura Myint Maung, ministro per gli affari religiosi, con il quale "ha parlato della risposta del governo alla partecipazione dei monaci nelle recenti dimostrazioni". ATS
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