
La giunta al potere in Birmania, sotto pressing da parte dell'Onu, ha compiuto oggi nuovi arresti di oppositori e ha fatto sapere di non accettare alcuna "ingerenza" lesiva della sua sovranità nazionale. Proprio nel giorno in cui l'inviato dell'Onu per la Birmania, Ibrahim Gambari, nel suo rapporto al Consiglio di sicurezza dell'Onu ha parlato di "passi positivi" compiuti dai generali birmani, e mentre è ancora in corso la visita dell'inviato speciale dell'Onu per i diritti umani, Paulo Sergio Pinheiro, la polizia ha arrestato tre giovani oppositori che distribuivano volantini in un mercato di Rangoon. Oggi da Singapore, dove si trovava per una riunione dell'Asean, il viceministro birmano alla difesa, Aye Myint, ha fatto sapere in una conferenza stampa che il suo governo "non accetterà interferenze che danneggino la nostra sovranità". Sempre oggi il regime militare ha annunciato una nuova asta di pietre preziose - gemme, giada e perle - in barba alle sanzioni internazionali e agli appelli a boicottare l'acquisto di pietre preziose provenienti dalla Birmania. ATS
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