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Estero
Birmania: elezioni, 80% a partito regime tra accuse brogli
Redazione
16 anni fa

Il nuovo Parlamento birmano, come era previsto, sarà dominato dal partito del regime: l'Usdp, hanno rivelato alcuni funzionari del movimento espressione della giunta militare, ha infatti conquistato tra il 75 e l'80 per cento dei voti nelle elezioni tenutesi domenica scorsa, le prime dopo 20 anni. Pur denunciando brogli su larga scala, i maggiori partiti dell'opposizione hanno riconosciuto la sconfitta. "Abbiamo avuto circa l'80 per cento dei voti", ha dichiarato il generale Thura Shwe Mann, uno dei 27 alti militari che nei mesi scorsi hanno smesso l'uniforme per candidarsi tra le file del "Partito unione solidarietà e sviluppo" (Usdp), dietro il quale la giunta militare ha gettato tutta la sua macchina organizzativa e finanziaria. L'affluenza, hanno stimato fonti dell'Usdp, si dovrebbe aggirare sul 60-70 per cento. Annunciando di aver conquistato 16 seggi nell'ex capitale Rangoon ma nessuno nel resto del Paese, la "Forza democratica nazionale" - il principale movimento di opposizione - ha invece ammesso di aver perso. "Eravamo in testa all'inizio ma poi l'Usdp è passato in vantaggio grazie al voto anticipato, e il risultato è cambiato completamente", ha spiegato Khin Maung Swe, leader del partito nato da una costola della "Lega nazionale per la democrazia" (Nld) di Aung San Suu Kyi, in polemica con la decisione di boicottare le elezioni. Mentre diversi partiti su base etnica sembrano essere riusciti a strappare una rappresentanza minima nel nuovo Parlamento bicamerale e nei 14 Consigli regionali, il regime - che già era avvantaggiato dal 25 per cento di seggi garantiti ai militari dalla Costituzione - potrà comunque contare su una maggioranza blindata negli organi legislativi, che a loro volta dovranno eleggere un presidente con ampi poteri. ATS

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