
Amnesty International ha accusato l'esercito birmano di aver collocato di recente mine antiuomo lungo il confine con il Bangladesh per stroncare eventuali tentativi di ritorno degli sfollati musulmani Rohingya nella regione di Rakhine. In un comunicato, Amnesty afferma che oggi due persone sono state mutilate dall'esplosione degli ordigni. Secondo militari del Bangladesh, "potrebbero non essere vere e proprie mine, ma certamente negli ultimi 3-4 giorni i soldati birmani hanno collocato ordigni esplosivi". Le autorità birmane hanno respinto le accuse, affermando che le mine sono residuati degli anni Novanta. Ma nel comunicato odierno Amnesty sostiene che "tutti gli elementi indicano che i militari birmani hanno volutamente preso di mira i percorsi usati dai profughi Rohingya" lungo il confine con il Bangladesh. "E' stato raggiunto un nuovo picco in una situazione orribile - ha dichiarato Tirana Hassan, di Amnesty - Il ricorso spietato ad armi di ogni tipo lungo gli affollati sentieri di confine aggiunge disperazione a un popolo che tenta di sopravvivere a una sistematica persecuzione".
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