
Osama Bin Laden era talmente ossessionato dall'idea di organizzare nuovi attacchi all'America da aver rotto con alcuni suoi seguaci, e comunque erano aumentate le "frizioni" con interi gruppi. Lo riporta oggi il "Washington Post", citando fonti dell'intelligence statunitense che hanno avuto modo di esaminare parte del materiale sequestrato nel raid di Abbottabad. Dai taccuini su cui bin Laden teneva regolari appunti scritti a mano, è emerso che il leader di al-Qaida - a differenza di molti suoi seguaci - insisteva sull'idea di colpire gli Stati Uniti con un "attentato importante", da mettere a segno possibilmente in corrispondenza del decimo anniversario dell'11 settembre. Per raggiungere questo obiettivo, bin Laden insisteva sull'opportunità di reclutare personale in Africa e nel mondo arabo in grado di colpire "gli Stati Uniti e l'Occidente", mentre, secondo l'intelligence, i suoi seguaci erano divisi al riguardo: alcuni avevano piena fiducia nelle sue indicazioni; altri ritenevano invece che fosse più opportuno mirare ad attacchi locali in paesi come lo Yemen, la Somalia e l'Algeria. ATS
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