
Le operazioni per recuperare il piccolo Julen, il bimbo di due anni caduto in un pozzo di prospezione il 13 gennaio scorso, proseguono senza sosta. Nelle ultime 15 ore le squadre di soccorso hanno completato quasi la metà del tunnel di collegamento tra il pozzo e il tunnel parallelo, realizzato negli ultimi giorni, scavando 1,5 metri dei 3,8 metri necessari.
Gli scavi - riporta il quotidiano El Pais - sono stati rallentati dalla composizione del terreno, che in alcuni tratti è formato da roccia ed ha richiesto l'intervento della Guardia Civil, che ha fatto brillare due micro cariche di dinamite per consentire l'avanzamento dei lavori.
Una situazione che sta tenendo col fiato sospeso tutta la Spagna, ma soprattutto i genitori. In quel pozzo, per papà José e mamma Vicky c'è l'ultima speranza di futuro, infatti i coniugi due anni fa avevano perso il primogenito, Oliver, colpito da un infarto mentre giocava in spiaggia.
Il padre del bambino, esausto, lunedì aveva lanciato un il duro "j'accuse" a "El programa de Ana Rosa" di Telecinco, per esprimere tutta l'impotenza davanti alla lentezza delle operazioni: "raccontate quello che si sta facendo qui, una m... di nulla, mentre il bambino è da 30 ore intrappolato in un pozzo".
Anche il sindaco di Totalán, Miguel Angel Escao, ha espresso disappunto per "la mancanza di esperienza" e "le improvvisazioni" dell'intervento. "È stato necessario improvvisare sul terreno varie soluzioni, tutte finora inefficaci". "Ma non ho perso fiducia nelle forze di sicurezza dello Stato", ha conlcuso Angel Escao.
La lentezza dei lavori è stata causata dall’estrema fragilità del terreno. La sonda robot con le telecamere e le pompe, impiegate in un primo tempo per estrarre il terreno franato, è rimasta bloccata a una profondità di un'ottantina di metri nel condotto, bloccata da un tappo di materiale. Motivo che ha spinto la guardia civile, che coordina le operazioni, ad avviare un piano alternativo: l'escavazione di una galleria parallela.
Il pozzo di prospezione in cerca di acqua, di oltre 110 metri di profondità in cui è precipitato il piccolo, era stato scavato di recente, senza alcuna autorizzazione, come hanno confermato fonti della Giunta dell'Andalusia al quotidiano "El Pais".
Ogni secondo che passa affievolisce sempre più la possibilità che il piccolo Yulen sia trovato vivo, senza cibo, acqua e a temperature che di notte si avvicinano allo zero, e alimenta le polemiche.
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