
Ingrid Betancourt è stata ricevuta oggi dal Papa in udienza privata nella residenza estiva pontificia di Castel Gandolfo. L'ex ostaggio - hanno riferito fonti della Sala Stampa vaticana - è uscita profondamente "commossa" dall'incontro durato 25 minuti, strettamente privato, ed ha detto di aver raccontato a Benedetto XVI "la sua esperienza spirituale durante la prigionia". "Il Papa soffre in prima persona e nel suo animo per il dolore di tutti i prigionieri - ha detto in seguito la Betancourt nel corso di una conferenza stampa - e abbiamo pregato per la liberazione di tutti gli ostaggi e la pace in Colombia. Col Papa abbiamo pregato per la conversione dei cuori duri dei guerriglieri - ha aggiunto - e per cambiare una situazione in cui i rapiti sono solo loro stessi". La Betancourt, liberata il 2 luglio dopo 6 anni di prigionia nella giungla colombiana, aveva espresso tra i suoi primi desideri quello di incontrare il Pontefice, il quale aveva fatto sapere che l'avrebbe ricevuta appena possibile. "Tornare a fare politica in Colombia? Perché no. Ma non è la mia priorità", ha detto la Betancourt nella conferenza stampa nella sede della provincia di Roma rispondendo ad una domanda. "Dopo aver vissuto per sei anni come vittima dell'arbitrio e della guerra - ha detto l'ex ostaggio delle Farc - cambiano le prospettive di vita. In questo momento penso di dover compiere una missione per le persone, uomini e donne, che stanno ancora nelle mani della guerriglia". L'ex candidata alle presidenziali colombiane ha spiegato che il suo obiettivo non è "necessariamente crearsi uno spazio nell'arena politica" ma di costruire "un'equipe di persone che possano aiutare ad alleviare il dolore delle altre persone", non solo in Colombia ma "per coloro che soffrono nel mondo intero". La Betancourt ha anche espresso un pensiero per il premio Nobel della pace Aung San Suu Kyi, tenuta agli arresti domiciliari dalla giunta militare birmana. ATS
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