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Estero
Berna tiene bloccato contributo 130 mila euro a OCSE
Redazione
17 anni fa

La Svizzera continua a tenere congelato un contributo di 136 mila euro (208 mila franchi) destinato ad incentivare la collaborazione tra l'OCSE e il gruppo del G20. Motivo: il segretario generale OCSE, Angel Gurria, non ha fin qui soddisfatto alla richiesta elvetica di comunicare in modo trasparente. All'inizio di aprile il direttore della Segreteria di Stato all'economia, Jean-Daniel Gerber, aveva bloccato con un gesto simbolico il contributo, lamentando il fatto che la Svizzera non era stata informata preventivamente delle decisioni importanti prese dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (leggi: lista grigia dei paradisi ficcali). Una decisione "inaccettabile" secondo Gerber. La somma rimarrà ferma finché da Parigi, sede dell'OCSE, non giungeranno segnali di cambiamento, ha in sostanza detto la portavoce della SECO, Rita Baldegger. Lo shoc della "lista grigia" senza preavviso resta forte. Già il presidente della Confederazione Hans-Rodolf Merz aveva comunicato a Gurria il forte rammarico della Svizzera che, pur essendo membro dell'Organizzazione, non è mai stata al corrente dell'incarico commissionato dal G20 all'OCSE di stilare una lista dei paradisi fiscali. Anche la consigliera federale Doris Leuthard ha protestato in una lettera a Gurria in cui ha scritto: "non siamo stati messi al corrente né consultati. Essendo membri dell'OCSE, è il minimo che ci si poteva aspettare". Intanto Berna sta avanzando negli accordi di doppia imposizione, secondo i parametri richiesti dall'OCSE: attualmente sta trattando con USA, Giappone e Polonia; discussioni saranno avviate più in là nel tempo con Argentina, Belgio, Brasile, Germania, Francia e Gran Bretagna, come ha reso noto il portavoce dell'Amministrazione federale delle contribuzioni, Beat Furrer. A questi Paesi si aggiungono Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti, dove si è recato di recente il ministro delle finanze Merz. Non si esclude l'apertura di trattative con altri Paesi, secondo Furrer. Il 23 giugno Merz sarà a Berlino, all'incontro informale dell'OCSE dedicato proprio alla questione delle oasi fiscali. Tasterà il polso e difenderà la posizione elvetica, secondo la portavoce del dipartimento delle finanze, Delphine Jaccard. ATS

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