
Dopo la pioggia di critiche che gli sono cadute addosso, da tutta Europa ma anche dai suoi stessi alleati, Silvio Berlusconi fa un parziale dietrofront. Ora sembra non voglia più essere lui il candidato premier, ma preferisca limitarsi a fare da regista dello schieramento di centro-destra. "Sto cercando una buona ragione per non candidarmi" ha affermato durante la presentazione dell'ultimo libro del fedele Bruno Vespa. "Anche perché così potrei passare la mano senza essere battuto, senza correre il rischio di uscire di scena dopo una sconfitta bruciante. Guardate come è finito Nicholas Sarkozy..." Berlusconi, insomma, è quasi sicuro di andare incontro a una sconfitta. "Bruciante", per di più. Quindi, dopo essersi detto disponibile a tornare in campo di persona, ora cerca una via di uscita. Oggi l'ex premier si trovava a Bruxelles per la riunione del gruppo dei popolari europei. Gruppo che però spinge per una candidatura di Mario Monti, il quale, a sorpresa, era pure presente alla riunione. Un ulteriore segnale che, forse, per Berlusconi sarebbe più opportuno non tentare una sesta scalata a Palazzo Chigi. "Se si candida Monti, io mi faccio da parte" ha detto.
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