
La pesante "eredità" del debito pubblico non deve impedire la realizzazione delle grandi opere che restano indispensabili per il Paese a cominciare dal Ponte sullo stretto di Messina, i cui lavori inizieranno a fine anno. Lo ha detto Silvio Berlusconi, davanti a una platea di dirigenti e azionisti delle società che gestiscono gli scali di Malpensa e Fiumicino. "Il nostro Paese - ha affermato Berlusconi - si deve svegliare da un lungo sonno che lo ha portato anche ad avere condizioni di bilancio negative". L'obiettivo è quello di "superare il gap infrastrutturale, della logistica e della mobilità" che affligge il Paese e che rappresenta una vera propria "strettoia" che ha finora "impedito di sfruttare appieno le ricchezze" dell'Italia. Ostacoli che, se rimossi potrebbero consentire l'afflusso di un maggior numero di turisti e investitori stranieri. Certo, ha aggiunto Berlusconi con un occhio alle finanze pubbliche, si deve "fare i conti" con il debito che abbiamo "ereditato". Ma, ha sottolineato, questa zavorra "non deve impedirci di innovare e di rimuovere gli ostacoli" che si frappongono alla realizzazione di infrastrutture. Insomma, non deve "impedire di stimolare investimenti pubblici e privati verso ciò che è più urgente". Il tempo, del resto, c'è. Tuttavia, ha proseguito il premier italiano, è meglio iniziare il prima possibile. Ecco perché entro l'anno partiranno i lavori per la costruzione di quella che il governo considera l'opera simbolo del piano infrastrutturale che il governo aveva annunciato in campagna elettorale: "A dicembre e gennaio - hs confermato il Cavaliere - cominceremo la realizzazione un'altra infrastruttura fondamentale" per la Sicilia e per il Sud e cioè il ponte sullo stretto di Messina. ATS
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