
Il ministero tedesco delle finanze ha chiesto a Svizzera, Austria e altri paesi di dimostrare "con fatti concreti" la presunta disponibilità a lottare contro l'evasione fiscale. La pressione politica deve essere mantenuta, perché troppe sono le promesse non mantenute in passato, sottolinea il ministero in una dichiarazione pubblicata oggi. Molti paesi negli scorsi giorni si sono detti disposti ad accettare gli standard dell'Organizzazione di cooperazione e sviluppo economico (OCSE) in materia di trasparenza e di scambio di informazioni. Tutto ciò indica fondamentalmente un'evoluzione positivo. Però le affermazioni di Svizzera e Austria della scorsa settimana lasciano sorgere dubbi, afferma il ministero tedesco. Vienna e Berna hanno parlato di assistenza solo in caso di sospetto concreto di evasione e hanno ribadito che il loro segreto bancario verrà mantenuto. Ma, afferma Berlino, secondo gli standard dell'OCSE, la consegna di informazione è prevista già in caso di apertura di un semplice procedimento fiscale, e l'accesso ad indicazioni bancarie va garantito indipendentemente da un sospetto concreto. Inoltre un evasore fiscale non può più nascondersi dietro una società di comodo e persone prestanome. Il ministro tedesco delle finanze Peer Steinbrück, esponente socialista della SPD, ritiene quindi indispensabili misure nazionali di lotta all'evasione fiscale verso l'estero e ha preparato i disegni di legge relativi, ma finora si scontra ancora con l'opposizione dei democristiani della CDU/CSU, alleati del governo di coalizione. ATS
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