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Estero
Belgrado: scontri nelle strade per il coprifuoco
Foto Twitter @coffeeicetea
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Marco Jäggli
6 anni fa
Dura reazione alla decisione del premier Vucic di attuare un lockdown della durata di tutto il weekend, a causa della situazione critica nel Paese

Migliaia di persone hanno protestato ieri sera davanti alla sede Parlamento serbo, contro la decisione del premier Aleksandar Vucic di attuare un coprifuoco che interesserà tutto il Paese. Coprifuoco che, ha spiegato Vucic, durerà probabilmente dalle 6 di sera di venerdì alle 5 di mattina di lunedì prossimo, e viene attuato a causa della drammatica situazione sanitaria in cui versa il Paese: “Gli ospedali di Belgrado sono quasi pieni”, ha spiegato Vucic. Da oggi, inoltre, gli assembramenti di più di 5 persone torneranno ad essere vietati, sia all’interno che all’esterno.

La decisione è stata mal digerita da parte della popolazione, che la scorsa notte si è appunto radunata in migliaia davanti al Parlamento al grido di “Dimissioni, dimissioni!” per il Presidente in carica. Le proteste sono poi sfociate in duri scontri con la polizia e scene da guerriglia urbana, con lancio di sassi e oggetti vari da una parte e lacrimogeni dell’altra. È intervenuta anche la polizia a cavallo.

Diverse le accuse reciproche: i media serbi riferiscono di aggressioni da parte dei dimostranti ai danni di giornalisti, il capo della polizia Vladimir Rebic ha parlato di numerosi agenti feriti mentre si parla diversi feriti anche tra i dimostranti, come mostrato anche in diversi filmati shock che circolano anche su Twitter.

Dopo ore di scontri, la polizia riporta che attorno alle 2 di notte si è tornati uno stato di relativa calma.

La situazione nel paese balcanico resta comunque seria, a livello epidemiologico. Nell’ultima settimana infatti si sono registrati dai 250 ai 300 nuovi casi giornalieri, con 13 morti (il valore più alto dall’inizio della pandemia) e 299 contagi solo nella giornata di ieri. La situazione aveva cominciato a peggiorare circa otto settimane dopo l’allentamento drastico delle misure contro il Covid-19, che praticamente avevano riportato il Paese alla normalità.

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