
Dopo una tregua lunga otto settimane, le due principali comunità linguistiche del Belgio, francofoni e fiamminghi, provano a riallacciare le trattative sul futuro del Paese. I negoziati per riformare lo Stato federale belga dovranno essere avviati prima della metà di ottobre, hanno indicato i tre mediatori, nominati nel mese di luglio per tentare di trovare una soluzione al blocco politico che dura dal giugno 2007. "Dovrà essere creata una struttura di dialogo che riunisca sei francofoni e sei fiamminghi per avviare negoziati seri e credibili al fine di arrivare ad una riforma approfondita ed equilibrata dello Stato", sottolineano i mediatori nella relazione, di cui il palazzo reale ha comunicato le principali conclusioni. Come richiesto dai fiamminghi, la riforma dovrà condurre ad "un riequilibrio del centro di gravità istituzionale, in particolare attribuendo maggiore autonomia, competenze e responsabilità alle entità federali", si legge nella relazione. Ma come volevano i francofoni, il dialogo dovrà partire da "una pagina bianca, senza tabù e senza messa in discussione della solidarietà interpersonale", sottolineano i mediatori. In Belgio il complesso sistema federale comprende tre regioni: Fiandre, Vallonia e Bruxelles capitale, ma anche tre comunità linguistiche, fiamminga, francofona e germanofona. ATS
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