
"Guardate come vado d'accordo con la mia pistola". Logan Berckmans, 18 anni, si punta la canna alla tempia e preme il grilletto. Non succede niente. Allora punta alla testa di un ragazzino che gli è seduto accanto e ripete il gesto. Di nuovo un nulla di fatto. Ma la vittima è ancora a tiro e al terzo tentativo la pallottola parte colpendo Jason Denies, 17 anni, ora in un letto d'ospedale in stato di morte cerebrale, col proiettile ancora conficcato nel cranio, mentre una vasta emorragia gli preme sul cervello. Non è la descrizione di una scena tratta dal film "Il Cacciatore", ma la ricostruzione dei testimoni di quanto avvenuto nella notte tra sabato e domenica ad una festicciola tra adolescenti a Charleroi, a sud della capitale belga. "Non lo volevo uccidere. Lo giuro" piange instupidito Logan, il bullo del quartiere, noto per le sue bravate. E ancora ripete quella sua versione al magistrato Martin Michel. "È stato un maledetto incidente. Il colpo è partito da solo", tenta di convincerlo, prima di essere arrestato con l'accusa di tentato omicidio. I genitori di Jason intanto si consumano in un andirivieni davanti alla stanza d'ospedale e si aggrappano alla speranza. E anche la fidanzatina non si dà pace. Proprio sabato sera avevano unito i loro nomi sulla bacheca di Facebook, consacrando quel loro sentimento appena nato. Racconta la sorella Nathalie: "Quando si era allontanato da casa aveva l'aria felice. Qualche ora più tardi ci hanno telefonato per dirci di correre al pronto soccorso". ATS
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