Cerca e trova immobili
Francia
Bebè morto dopo essere stato nutrito con latte Nestlé: la procura di Bordeaux apre un'inchiesta
© Shutterstock
© Shutterstock
Ats
6 ore fa
Il neonato in questione «è stato nutrito in particolare, tra il 5 e il 7 gennaio 2026, con un latte artificiale del marchio Guigoz, richiamato per una possibile contaminazione», ha dichiarato all'agenzia AFP il procuratore della Repubblica di Bordeaux, Renaud Gaudeul

Due giorni dopo l'avvio dell'indagine epidemiologica e alimentare da parte delle autorità sanitarie francesi, la procura di Bordeaux ha annunciato oggi l'apertura di un'inchiesta penale per fare luce sulla morte del neonato al quale era stato somministrato del latte artificiale Nestlé. Il neonato in questione «è stato nutrito in particolare, tra il 5 e il 7 gennaio 2026, con un latte artificiale del marchio Guigoz, richiamato per una possibile contaminazione», ha dichiarato all'agenzia AFP il procuratore della Repubblica di Bordeaux, Renaud Gaudeul. La magistratura ha inoltre disposto l'esecuzione di un'autopsia e l'analisi «dei prelievi anatomopatologici e tossicologici, i cui risultati non sono ancora noti». Il prodotto somministrato all'infante deceduto «è stato posto sotto sequestro ai fini di analisi, in particolare per determinare la presenza o meno del batterio Bacillus cereus», ha aggiunto Gaudeul. La vittima, nata il 25 dicembre, era stata trasportata d'urgenza in ospedale il 7 gennaio, «dopo che la madre aveva riscontrato disturbi digestivi» nel piccolo, deceduto poi il giorno successivo al nosocomio Haut-Lévêque a Pessac. Il Centro ospedaliero universitario (CHU) di Bordeaux ha in seguito segnalato il caso al Ministero pubblico il 9 gennaio. Martedì, il ministero della salute di Parigi ha comunicato che le autorità sanitarie francesi hanno dato il via ad un'inchiesta epidemiologica e alimentare e che il caso viene gestito dal Centro di crisi sanitarie (CCS), organo in seno al ministero, il quale ha assicurato che «non è stato registrato alcun caso di malattia in Francia», ma che «i centri antiveleni sono stati contattati da genitori che chiedevano informazioni su come comportarsi, oppure segnalavano che i loro neonati presentavano sintomi legati a disturbi digestivi quali vomito e diarrea». Da alcune settimane il colosso alimentare svizzero Nestlé ha richiamato dagli scaffali i suoi prodotti di latte artificiale dei marchi Guigoz e Nidal a causa della possibile presenza del batterio. Richiamo che ha interessato ormai circa una sessantina di Paesi. A metà gennaio il CEO di Nestlé, Philipp Navratil, ha presentato le proprie scuse, mentre alcune ONG accusano il gruppo di aver reagito con troppo ritardo. Ieri anche i gruppi lattiero-caseari francesi Danone e Lactalis hanno annunciato il ritiro dal mercato di prodotti contenenti latte per neonati in diversi Paesi, tra cui Francia, Cina, Australia e Messico. Secondo le autorità anche in questo caso il ritiro è legato, come per Nestlé, «a una materia prima fornita da uno stesso produttore in Cina». Secondo l'associazione Foodwatch si tratterebbe di uno dei rari fornitori al mondo di acido arachidonico, impiegato nella composizione di alcuni alimenti in quanto fonte di omega-6 ma fortemente regolamentato in Europa. L'ONG ha annunciato ieri la presentazione di una denuncia contro ignoti per «fare piena luce» su questi richiami, affermando che «milioni di neonati nel mondo ne sono coinvolti».