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Batterio killer: colpiti anche Francia e Belgio
Redazione
15 anni fa
8 casi sono stati registrati nella regione di Bordeaux in Francia e un bambino colpito a Verviers in Belgio

Otto persone sono state ricoverate in ospedale a Bordeaux, nel sud-ovest della Francia, con colite emorragica e complicazioni. Per una di loro, ha annunciato stamattina il ministro della Sanità, Xavier Bertrand, è confermato che si tratta di contaminazione da batterio E. coli. Gli altri sono al momento dei casi classificati "sospetti". Non risultano collegamenti fra i casi di Bordeaux e la contaminazione da batterio E. coli della settimana scorsa attorno a Lille, nel nord, in seguito alla quale furono ricoverati in ospedale in condizioni gravi otto bambini. Uno dei piccoli, di due anni, è ancora in coma, altri tre sono sempre ricoverati. Avevano mangiato degli hamburger poi ritirati dagli scaffali di un ipermercato. A Bordeaux sono al momento stati registrati sei casi di colite emorragica e due di sindrome emolitico-uremica, con complicazioni renali. I ricoverati sono tutti adulti fra i 19 e i 67 anni.I primi sintomi sono apparsi fra il 15 e il 21 giugno ma non è stato reso noto se i ricoverati abbiano mangiato dei cibi sospetti in comune. Tre persone sono "gravi" secondo i medici, e sono state "poste in dialisi nel reparto rianimazione". Le autorità sanitarie francesi, dopo i casi di Lille, avevano affermato che la contaminazione da E. coli non era in rapporto con quelle che, il mese scorso, anno provocato 3000 casi, quasi tutti in Germania, e la morte di 43 persone in EuropaE intanto anche in Belgio si registra un caso. Un bambino di 4 anni è stato ricoverato in ospedale a Verviers, in Belgio, perché contaminato dal batterio E.coli. Lo hanno reso noto le autorità sanitarie secondo le quali, tuttavia, non si tratta dello stesso ceppo che in Germania ha fatto più di 40 morti.Il batterio responsabile del ricovero del bambino belga è dovuto al tipo 'E157', spiega l'agenzia di stampa Belga citando fonti del ministero della sanità. Il bambino potrebbe essere stato contaminato mangiando carne cruda (un filetto alla tartara), ma gli esperti stanno esaminando anche altre possibili piste di trasmissione negli ingredienti che accompagnavano la carne.  ATS

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