
Papa Francesco entra nel cuore della politica Usa, primo Papa a parlare al Congresso a Washington, e nel tratteggiare contenuti e prospettive del "sogno" americano e della sua perenne spinta alla libertà, fa anche una richiesta forte ai rappresentanti del popolo degli Stati Uniti riuniti in sessione congiunta: quella di cancellare la pena di morte, facendo suo un tema sempre controverso nella società d'Oltreoceano e sposando l'appello abolizionista dei vescovi locali.
L'applauso che gli riserva l'Aula, dove è accolto con i massimi onori - "the Pope of the Holy See!", viene presentato al suo ingresso con lo "speaker" Joe Boehner -, su questo tema è però tiepido, mentre molto più sentito e caloroso , subito prima, è quello che sottolinea il suo richiamo a "proteggere e difendere la vita umana in ogni fase".
"Questa convinzione - dice comunque il Pontefice, presenti anche il vie presidente Joe Biden e il segretario di Stato John Kerry - mi ha portato, fin dall'inizio del mio ministero, a sostenere a vari livelli l'abolizione globale della pena di morte. Sono convinto che questa sia la via migliore, dal momento che ogni vita è sacra, ogni persona umana è dotata di una inalienabile dignità, e la società può solo beneficiare dalla riabilitazione di coloro che sono condannati per crimini".
"Recentemente - prosegue - i miei fratelli Vescovi qui negli Stati Uniti hanno rinnovato il loro appello per l'abolizione della pena di morte. Io non solo li appoggio, ma offro anche sostegno a tutti coloro che sono convinti che una giusta e necessaria punizione non deve mai escludere la dimensione della speranza e l'obiettivo della riabilitazione".
Parole che faranno discutere in America, anche se sono molti altri i punti toccati da Bergoglio in questa sua storica visita. Come l'invito ad accogliere senza timori gli immigrati: "Noi, gente di questo continente non abbiamo paura degli stranieri, perché molti di noi una volta eravamo stranieri - afferma, anche qui molto applaudito -. Vi dico come figlio di immigrati, sapendo che anche tanti di voi sono discendenti di immigrati".
Nel rapportarsi all'arrivo degli stranieri "non dobbiamo ripetere i peccati e gli errori del passato", insiste il Papa italo-argentino, ricordando le marce anti-segregazioniste di Martin Luther King, eroe dei diritti civili degli afroamericani, e il fatto che "negli ultimi secoli, milioni di persone sono giunte in questa terra per rincorrere il proprio sogno di costruire un futuro di libertà".
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