
Mezzo milione di persone, una marea umana, ha partecipato oggi a Barcellona alla grande manifestazione contro il terrorismo e in memoria delle vittime degli attentati della Rambla e di Cambrils. Alla marcia, definita "storica" dai giornali spagnoli, ha partecipato anche re Felipe VI, che all'inizio è stato fischiato, mentre il presidente catalano Carles Puigdemont è stato applaudito. Durante la manifestazione, ha preso la parola la sorella di uno dei terroristi islamici uccisi a Cambrils. Dobbiamo fare tutti autocritica, ha detto la donna, "la nostra comunità, lo Stato, e cambiare molte cose". La giovane, che ha parlato con il capo coperto, è stata interrotta più volte dalle lacrime. Suo fratello Moussa Oukabir è stato ucciso dalla polizia nell'attacco sul lungomare della cittadina catalana, un altro fratello, Driss, è in carcere accusato di essere pure lui membro della cellula creata dall'imam di Ripoll, senza che apparentemente nessuno se ne accorgesse. "I nostri giovani - ha detto ancora la ragazza marocchina - devono sentire che la Catalogna è la loro terra".
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

