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Barcellona: ecco il volto dell'attentatore
Barcellona: ecco il volto dell'attentatore
Barcellona: ecco il volto dell'attentatore
Redazione
9 anni fa
Identificato il conducente del furgoncino: è caccia a Younes Abouyaaquoub. Nel frattempo uno degli arrestati collabora

Il conducente del furgoncino bianco che giovedì scorso a Barcellona ha investito decine di persone, uccidendone 13, è stato identificato. Lo ha annunciato stamane la polizia catalana su Twitter.

La caccia a Younes Abouyaaquoub, il terrorista alla guida del furgone è stata estesa a tutta Europa. Lo ha detto il ministro degli interni catalano precisando che, nel caso il killer sia riuscito a uscire dal territorio spagnolo, un mandato di cattura è stato trasmesso alle autorità degli altri paesi europei.

In mattinata i media spagnoli hanno pubblicato le prime immagini del terrorista. El Pais online ha diffuso tre foto del jihadista: mentre si allontana dal luogo dell'attentato a piedi; con indosso gli occhiali da sole; e mentre attraversa il mercato de La Boqueria, vicino al punto dove il furgone della strage si è schiantato contro un'edicola dopo avere travolto la folla (guarda le immagini nella gallery).

Un terrorista collabora

Uno degli arrestati della cellula jihadista che ha colpito Barcellona sta collaborando con gli inquirenti fornendo nomi e movimenti del commando e sul ruolo chiave dell'imam Abdel Baki Essati. E' quanto rivela stamane Repubblica.

"L'uomo - scrive il quotidiano - si chiama Mohamed Houli Chemlal, ha 21 anni, è originario di Melilla ed è l'unico sopravvissuto all'esplosione del covo della cellula ad Alcanar".

Secondo quanto riferisce Repubblica, "solo Mohamed sapeva chi e quanti uomini fossero all'interno di quella casa al momento dell'esplosione. Solo lui era in grado di ricordare che fossero tre, oltre a lui. Al punto da indirizzare il lavoro della Scientifica tra cumuli di macerie e lamiere di bombole divelte (ne erano state ammassate 120) alla ricerca di ciò che restava di brandelli carbonizzati appartenenti, appunto, a tre corpi diversi.

Di cui Mohamed ricorda bene l'identità, tanto da far dire ufficialmente alla Polizia catalana che già ora, nonostante non siano stati ancora completati gli esami del Dna, almeno due dei tre uomini attualmente ricercati, sono sicuramente ciò che resta dei resti umani trovati ad Alcanar".

"Per tre giorni - prosegue ancora il quotidiano che cita una qualificata fonte di Intelligence - la collaborazione di Chemlal è stato uno dei segreti meglio custoditi dall'indagine. Al punto che, per oltre 36 ore, nonostante figurasse tra gli arrestati, non era stata rivelata neppure la sua identità. Ora, quel segreto cade e, domani, martedì, comparirà a Madrid di fronte ai giudici istruttori antiterrorismo dell'Audienca Nacional assieme agli altri arrestati perché i suoi verbali di polizia entrino formalmente nel fascicolo dell'indagine sulla strage della Rambla".

Aggiornamento delle 13.44: sale il bilancio dei morti

Il ministro degli Interni catalano Joaquim Font ha dichiarato quest'oggi che il bilancio ufficiale delle vittime degli attentati di Barcelona e Cambrils è di 15 morti.

La polizia ha infatti stabilito che Pau Perez, il giovane trovato morto all'interno di un'auto che aveva forzato un posto di blocco sulla Meridiana poco dopo la strage della Rambla, è stato ucciso dal terrorista Younes Abouyaaqoub, in fuga dopo l'attentato.

Dal canto suo, il capo della polizia catalana Josep Trapero ha dichiarato che ci sono "indizi rilevanti" che fanno ritenere che l'imam di Ripoll Abdelbaki es Satty, sospettato di essere il leader della cellula jihadista di Barcellona, sia morto nell'esplosione della base operativa del gruppo a Alcanar.

Nelle macerie della casa di Alcanar distrutta da un'esplosione mercoledì notte, ha detto Trapero, sono stati trovati i resti biologici di "almeno due persone".

Una delle due sarebbe l'imam di Ripoll. Nei giorni scorsi la polizia aveva parlato dell'arresto di tre persone. Il secondo membro della cellula morto a Alcanar potrebbe essere secondo la stampa spagnola che cita fonti dell'inchiesta Youssef Aalla, ritenuto l'uomo incaricato nel gruppo di preparare gli esplosivi.

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