
È salito a 340 il numero dei cadaveri estratti dalle macerie dell'edificio di nove piani crollato mercoledì nel quartiere di Savar, alla periferia di Dacca. Lo riferiscono i media bengalesi. Almeno otto persone sono state arrestate oggi, tra cui due responsabili di aziende di abbigliamento, in connessione con il crollo del palazzo alla periferia di Dacca, in Bangladesh, riporta l'agenzia di stampa nazionale Bss citando fonti di polizia. Da tre giorni continua senza sosta il lavoro delle squadre di soccorso che nelle ultime ore sono riuscite a raggiungere altre 14 persone ancora in vita, recuperando però anche diversi cadaveri. Intanto si è appreso che prima dell'alba la polizia ha proceduto all'arresto di due ingegneri della municipalità di Savar, Imtemam Hossain e Alam Miah, accusati secondo l'edizione online del quotidiano Daily Star, di aver minimizzato la gravità dei cedimenti registrati dalla struttura dell'edificio all'inizio della settimana. Anche i proprietari di due delle cinque imprese tessili bengalesi ospitate nel palazzo sono stati arrestati dalla polizia, riferisce il quotidiano online Bdnews24. Il premier Bengalese Sheikh Hasina aveva rivolto un appello ai proprietari delle imprese affinchè uscissero dalla latitanza e si consegnassero alla polizia. Secondo diversi media, gli operai del 'Rana Plaza', il palazzo di 8 piani crollato, erano stati obbligati a tornare al lavoro nonostante la polizia avesse avvertito i proprietari di far evacuare l'edificio, che ospitava diverse fabbriche di abbigliamento, a causa delle crepe scoperte il giorno prima. Secondo Asia News, gli operai erano stati obbligati a tornare al lavoro perchè ricattati dai proprietari che minacciavano di non pagarli. Alcuni video girati poco prima del crollo mostrano delle crepe nelle mura con evidenti segni di riparazione e alcuni pilastri privi di cemento, mentre la polizia parla con i dirigenti, probabilmente nel tentativo di convincerli a far evacuare l'edificio. ATS
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