
Violenti disordini si sono registrati stamattina a Dacca quando una folla oceanica, inclusi migliaia di lavoratori dell'industria tessile del Bangladesh, è scesa in strada per protestare contro il crollo di un palazzo a Dacca che ha provocato - secondo l'ultimo bilancio - 281 morti, fra cui molti operai. Lo riferiscono i media locali, riferendo di scontri fra manifestanti e polizia, che ha usato lacrimogeni e proiettili di gomma. Due fabbriche di confezioni sono state incendiate, mentre decine di automezzi risultano danneggiati. Gli operai hanno anche bloccato un'autostrada per il secondo giorno consecutivo. I disordini sono ancora in corso. I media precisano che i vigili del fuoco non hanno potuto raggiungere le fabbriche attaccate dai manifestanti e che gli incendi non sono quindi stati ancora spenti. I lavoratori, che protestano all'incrocio di Chandana, chiedono la pena di morte per i responsabili della sciagura del "Rana Plaza" crollato mercoledì mattina e che ospitava in condizioni di sicurezza assolutamente precarie cinque aziende di abbigliamento per l'esportazione. A due giorni dalla sciagura, la ricerca dei superstiti continua. In totale, oltre 2'000 persone sono state salvate dai soccorritori. Si teme che molti siano ancora intrappolati nella struttura, ma con il passare del tempo diminuisce la speranza di trovarle vive. ATS
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