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Estero
Bangladesh: legge pro donne, battaglia tra islamici e polizia
Redazione
18 anni fa

L'approvazione di una legge che concede alle donne gli stessi diritti degli uomini in materia di proprietà ha scatenato l'ira degli integralisti islamici a Dacca, in Bangladesh, e tra le 100 e le 200 persone sono rimaste ferite in violenti scontri seguiti alla preghiere del venerdì. Le strade intorno alla grande moschea della capitale, riferiscono fonti della polizia, si sono trasformate in un campo di battaglia quando 5.000 persone armate di bastoni e di pietre hanno sfidato la polizia che ha risposto con il lancio digas lacrimogeni e usando i manganelli. Il commissario MazharulIslam ha precisato che tra i feriti figurano almeno 40 agenti, ritrovatisi sotto una pioggia di pietre e mattoni. Fonti mediche riferiscono che nell'ospedale universitario di Dacca sono ricoverati una cinquantina di manifestanti, che secondo la polizia farebbero parte del Comitato di resistenza alle leggi anti coraniche, una coalizione di partiti islamici. Testimoni parlano di 200 feriti complessivamente, tra cui anche cinque fotografi. La manifestazione è stata organizzata per protestare contro un provvedimento del governo adottato in marzo per favorire l'uguaglianza delle donne nei diritti di proprietà ed anche ieri in dimostrazioni analoghe erano rimaste ferite decine di persone. Il governo, poco dopo l'approvazione del provvedimento ha fatto marcia indietro affermando che il testo non ha ancora forza di legge. "Nessun testo che vada contro il Corano o gli insegnamenti del profeta Maometto sarà adottato", ha fatto sapere l'esecutivo. Il Bangladesh, che ha una popolazione al 90 per cento musulmana, ha da tempo adottato un sistema giuridico laico, ma per quanto riguarda il diritto di famiglia, in particolare per matrimoni ed eredità, vige la sharia, la legge islamica. Una figlia ha diritto alla metà dell'eredità che spetta ad un figlio maschio e le organizzazione di difesa delle donne chiedono da tempo che si crei un'effettiva uguaglianza tra uomini e donne. ATS

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