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Estero
Bangladesh, H&M firma accordo per sicurezza
Redazione
13 anni fa

H&M, il gigante della moda svedese a prezzi contenuti, ha annunciato di aver firmato un accordo sindacale per migliorare la sicurezza delle fabbriche tessili in Bangladesh. Lo stato asiatico è il secondo esportatore al mondo di abbigliamento, settore che costituisce l'80% delle sue esportazioni. A Dacca la tragedia avvenuta il 24 aprile, quando un edificio utilizzato come fabbrica tessile è crollato seppellendo i 3000 operai che vi lavoravano e uccidendone 1125, ha messo in luce la spaventosa situazione di sfruttamento della manodopera locale ad opera delle aziende occidentali. Anche se nei giorni scorsi H&M ha smentito ogni tipo di coinvolgimento, in quanto le fabbriche coinvolte non lavorano per il colosso della moda svedese. Secondo l'accordo, è prevista tra l'altro l'istituzione di un "capo ispettore" indipendente da imprese e sindacati, incaricato di "concepire e mettere in pratica un programma di ispezione della sicurezza antincendio che sia credibile ed efficace".Previsti anche "esperti qualificati che esaminino le attuali norme e regolamenti nelle aziende di "prêt à porter". L'azienda svedese ha firmato per cinque anni l'accordo promosso nel 2012 dai sindacati IndustriALL (che sostiene di tutelare 50 milioni di lavoratori in 140 paesi), e UNI Global Union (20 milioni di operai). I promotori dell'accordo hanno fissato nel 15 maggio la data limite per aderire; la lista non è ancora pubblica ma già sono note le firme dell'americana PVH, che detiene marchi come Calvin Klein e Tommy Hilfiger, e la tedesca Tchibo.sq. ATS

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