
Le vibrazioni dovute soprattutto a grandi generatori di corrente, sarebbero all'origine del crollo del palazzo, alla perfieria di Dacca, in Bangladesh che ha provocato finora almeno 550 morti. Lo ha detto un responsabile dell'inchiesta. "Quattro enormi generatori erano installati sui piani alti dell'immobile in violazione di tutte le norme", ha detto Uddin Khandaker, un alto funzionario del ministero dell'Interno a capo dell'inchiesta. "Quando i generatori sono stati attivati dopo un'interruzione di corrente, la vibrazione delle attrezzature, in aggiunta a quelli causati dalle migliaia di macchine da cucire, hanno provocato il crollo" dell'immobile, ha spiegato Khandaker. Intanto, i partiti dell'opposizione del Bangladesh hanno annunciato per oggi uno sciopero generale contro il governo. La premier Sheik Hasina ha duramente criticato la protesta, affermando che rischia di ostacolare il lavoro dei soccorritori, impegnati da 11 giorni a rimuovere le macerie del palazzo crollato. Il Partito Nazionale del Bangladesh (BNP), della rivale Khaleda Zia, che due giorni fa aveva già rinviato lo sciopero, chiede le dimissioni del governo in vista delle prossime elezioni e la scarcerazione di alcuni leader islamici. Con il ritrovamento stamane di altri 25 corpi sotto i detriti del "Rana Plaza", il bilancio dei morti accertati è salito a 550 secondo il conteggio dell'esercito. I soccorritori temono che il numero possa salire ulteriormente quando saranno raggiunte le fondamenta dello stabile di otto piani. ATS
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