
I bambini svizzeri stanno bene, ma non si muovono abbastanza: è quanto emerge da uno studio pubblicato oggi dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), che per la prima volta ha realizzato un raffronto internazionale sul benessere dei più piccoli nei suoi trenta Stati membri. "Complessivamente la Svizzera è un buon posto per i bambini, anche se potrebbe fare meglio soprattutto in ambito sanitario", riassume i risultati dell'indagine Dominic Richardson, co-autore dello studio "Doing Better for Children". In Svizzera la maggior parte dei fanciulli gode di una buona situazione economica: i redditi delle famiglie elvetiche si situano al terzo posto nel raffronto internazionale. La quota dei bambini che vive in condizioni di povertà relativa è inoltre pari al 9,4%; nell'area OCSE la media è del 12,4%. Per quanto riguarda il benessere generale, i bambini svizzeri si situano nella media. Desta però preoccupazione il primato negativo per quanto riguarda la sedentarietà dei ragazzi e soprattutto delle ragazze tra gli 11 e i 15 anni. La loro salute trae comunque beneficio da un altro dato: il tasso dei giovani tra i 13 e i 15 anni che regolarmente consumano alcol in modo eccessivo (14%) è nettamente più basso rispetto alla media degli altri paesi OCSE (19,6%). Stando agli esperti, la Svizzera investe di più nei giovani che nei bambini piccoli, anche se in questo caso non sono considerati i contributi dei cantoni, giudicati "notevoli". L'OCSE esorta i paesi membri a intensificare il sostegno soprattutto nei primi sei anni di vita dei bimbi: ciò permetterebbe di contrastare le disuguaglianze sociali, afferma il segretario generale dell'OCSE Angel Gurría. A suo avviso è quindi necessario fare di più anche se la crisi economica pesa sulle finanze pubbliche. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

