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Estero
"Avrei ucciso ancora e mi sarei suicidato"
Redazione
11 anni fa
Le prime rivelazioni del killer di Milano. "Fa tutto schifo. Il tribunale e mio nipote mi hanno rovinato"

"Quel posto è l'origine di tutti i miei mali: è il Tribunale che mi ha rovinato". Il pluriomicida Cladio Giardiello lo dice d'impulso ai carabinieri che lo bloccano e gli tolgono la pistola con cui ha freddato il giudice Fernando Ciampi, il suo coimputato Giorgio Erba e l'avvocato Lorenzo Claris Appiani. I primi atti dell'indagine sulla strage al tribunale di Milano confermano quanto emerso nelle prime ore ma, soprattutto, dimostrano come Giardiello. avesse pianificato ogni cosa, mosso da un odio che lo aveva ormai accecato e che ha covato per anni, come dimostra la denuncia presentata tre anni fa da un suo ex legale, Marco Eller Vainicher. La querela era scattata per minacce, violazione di domicilio e altri reati: "Mi ha più volte minacciato di farmela pagare" ha raccontato l'avvocato, "ha cercato con violenza di entrare nello, inveendo e aggredendomi verbalmente". Nella stessa denuncia Vainicher sosteneva inoltre che il killer si era ormai convinto dell'esistenza di "un complotto ai suoi danni", che coinvolgeva alcuni avvocati e lo stesso giudice Ciampi. Anche le parole dette a un suo amico, sentito dagli investigatori, confermano come la decisione fosse maturata da tempo: "sono stato rovinato da mio nipote, lui stava sfasciando la società, odio i giudici che mi hanno pignorato la proprietà". L'amico ha anche ricordato di quando Giardiello era andato da lui presentandogli un porto d'armi sportivo e dicendogli "poi li ammazzo tutti". "La giustizia fa schifo, fa tutto schifo", ha detto ancora Giardiello ai carabinieri, che nel sellino dello scooter hanno trovato la pistola con cui aveva ucciso in tribunale con il colpo in canna e un altro caricatore, con dodici colpi. "Grazie che mi avete fermato, avete fatto bene. Avrei ucciso ancora e poi mi sarei suicidato". Tutta questa rabbia ora potrebbe anche costargli l'imputazione di strage: i magistrati stanno ancora valutando gli elementi a disposizione e ricostruendo la dinamica esatta di quanto accaduto, ma dai primi accertamenti sembrerebbe che tra i feriti vi sarebbe almeno una persona che non c'entrerebbe nulla con la sua 'vendetta' personale. Si tratta di un avvocato, ferito in maniera lieve, che si trovava su una panca fuori dall'aula accanto al commercialista Stefano Vrenna, ferito anche lui alle gambe, che invece doveva testimoniare al processo. Se l'avvocato fosse stato colpito perché il killer ha sparato all'impazzata, potrebbe scatterebbe il reato di strage.

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