
Sale il livello di guardia contro l'influenza aviaria in Corea del Sud dove, nonostante le misure di quarantena messe in atto dalla autorità sanitarie locali, continua a espandersi a macchia d'olio l'epidemia nel sud-ovest del Paese, con un totale di 32 focolai isolati di cui 15 appartenenti al famigerato ceppo H5N1. Lo riferisce oggi a Seul il ministero dell'Agricoltura, che conferma pure lo scoppio di due nuovi focolai nella provincia meridionale di Jeolla, a circa 300 km a sud della capitale e distante 100 km dalla fattoria dove dieci giorni fa era stato registrato il primo caso di influenza aviaria, a 13 mesi di distanza dall'ultima epidemia. Nella zona colpita dall'infezione sono subito scattate misure d'emergenza che prevedono l'abbattimento indiscriminato di polli e uccelli e il blocco del transito per animali e commercio di uova in un raggio di 10 chilometri. Secondo fonti ufficiali, il numero di pennuti inceneriti negli ultimi giorni in via preventiva supera il mezzo milione di unità. L'influenza aviaria del ceppo H5N1, uno dei più virulenti della malattia, è in grado di trasmettersi all'uomo ed è potenzialmente mortale. L'ultima epidemia di aviaria in Corea del Sud era stata registrata tra novembre 2006 e marzo 2007, con l'isolamento di 7 focolai del virus H5N1 e l'abbattimento di milioni di pennuti. Nonostante la capacità del virus di trasmettersi dall'animale all'uomo, non si erano verificati casi di persone colpite dalla malattia. Stando ai dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, dal 2003 il virus H5N1 ha ucciso complessivamente 238 persone. ATS
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