
Altri due nuovi casi di influenza aviaria sono stati registrati nella provincia cinese orientale dello Zhejiang, portano il numero totale dei contagiati a 105. Intanto un'altra persona è morta a causa del nuovo virus, facendo salire a 21 il numero delle vittime dall'inizio del mese. Resta Shanghai il fulcro dell'epidemia, con 33 casi dei quali 12 finiti con la morte. Proprio da qui è cominciata la missione dei tecnici dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), dove anche ieri il virus H7N9 è stato riscontrato in polli e piccioni. Keiji Fuda, assistente del direttore generale per la sicurezza sanitaria e dell'ambiente dell'Oms, che guida la delegazione ispettiva in Cina, in conferenza stampa ha ribadito che non ci sono tracce di diffusione della malattia tra gli uomini. Nei due giorni di missione nella capitale economica cinese sono stati visitati ospedali, mercati e centri di ricerca. Alla conferenza stampa si è infiltrata anche la figlia di due contagiati, una delle quali è morta, che lamentava mancanza di informazioni da parte delle autorità. Le è stata tolta la parola da funzionari del governo di Shanghai. Intanto, secondo un ricercatore dell'Università di Hong Kong, ci sarebbero almeno un centinaio di casi di contagiati che non sono stati ancora scoperti in Cina. ATS
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