
E' ormai allarme rosso in Corea del Sud per la nuova epidemia d'influenza aviaria, la più grave dallo scoppio del primo focolaio nel 2003, visto che si sta espandendo a macchia d'olio dal sud del Paese e si trova ormai alle porte della capitale Seul. Il Giappone, invece, sta studiando l'ipotesi di vaccinazioni di massa. Il ministero dell'Agricoltura ha riferito che sono stati isolati, nella provincia meridionale di Jeolla, 300 km a sud della capitale, sette nuovi casi di influenza sospettati di essere causati dal ceppo H5N1, accertato già in 12 focolai. Nel giro delle due settimane sono stati abbattuti oltre tre milioni di volatili nelle zone colpite dall'epidemia. A sottolineare ulteriormente la gravità della situazione, che sta peggiorando di giorno in giorno nonostante le imponenti misure di quarantena messe in atto dalle autorità sanitarie sudcoreane, l'invio di 200 soldati per accelerare le operazioni di bonifica in una fattoria nella zona di Pyeongtaek, a soli 60 chilometri a sud di Seul. Nel frattempo anche nel vicino Giappone si stanno studiando misure su larga scala per fronteggiare un'eventuale epidemia di nuovi tipi di influenze virulente, tra cui quella veicolata dai volatili: il ministero della Sanità sta valutando l'ipotesi di vaccinare dal prossimo anno 10 milioni di funzionari pubblici in settori strategici (polizia, erogazione di servizi e personale medico) e aumentare la riserva di vaccini anti influenza per coprire tutta la popolazione. Stando ai dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, dal 2003 il virus H5N1 ha ucciso complessivamente 240 persone. ATS
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