
Tarek Belgacem, il 24enne tunisino ucciso dai poliziotti settimana scorsa a Parigi mentre cercava di assaltare un commissariato al grido di "Allah Akbar", aveva presentato una domanda d'asilo in Svizzera nel gennaio 2013. Lo rivela Der Bund, aggiungendo che la sua richiesta era stata respinta e che dopo cinque mesi di permanenza nel nostro Paese l'uomo era stato rispedito in Italia.
Il simpatizzante dell'ISIS non aveva in ogni caso tentato la sua chance solo in Svizzera, bensì pure in molto altri Paesi europei. Ultimamente viveva in Germania in un centro per richiedenti l'asilo, dove si era registrato come siriano e con il nome di Walid Salihi.
E durante la sua permanenza in Europa, finita tragicamente lo scorso 7 gennaio, Tarek Belgacem aveva pure accumulato un discreto curriculum criminale. Nella lista dei suoi delitti, alcuni dei quali commessi in Svizzera, figurano il traffico di droga, le lesioni corporali, l'abuso di aiuto sociale, le minacce, il furto e le molestie sessuali.
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