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Autobomba nel centro di Ankara
Autobomba nel centro di Ankara
Autobomba nel centro di Ankara
Redazione
11 anni fa
28 morti e 61 feriti a seguito di un'esplosione avvenuta nella capitale turca. Erdogan: "Superati i limiti dell'umanità"

Un'autobomba è esplosa stasera intorno alle 18 nel centro di Ankara al passaggio di un convoglio che trasportava dei militari.

Il vicepremier e portavoce del governo turco, Numan Kurtulmus ha riferito che il numero delle vittime è di almeno 28, spiegando che tra i morti "probabilmente ci sono anche civili" e confermando il bilancio di 61 feriti.

La deflagrazione è avvenuta nei pressi della sede dello stato maggiore dell'esercito turco, nella zona centrale di Kizilay. Tra le vittime ci sono certamente militari, che secondo le prime ricostruzioni erano l'obiettivo di un attacco che l'esercito di Ankara definisce "spregevole e ignobile". Ma nell'esplosione sono probabilmente rimasti colpiti anche dei civili che si trovavano a passare sul posto. Al momento dello scoppio, come mostrano le immagini riprese da una telecamera di sicurezza, diversi veicoli procedevano sui due sensi di marcia della carreggiata. L'autobomba è stata fatta saltare in aria mentre il convoglio militare, composto da mezzi apparentemente non blindati, era fermo a un semaforo. Sul posto sono state inviate una ventina di ambulanze. Come da tempo accade ad ogni azione terroristica in Turchia, mentre sono in corso le indagini l'autorità radiotelevisiva ha imposto un divieto di trasmissione delle immagini dal luogo dell'esplosione, comprese quelle di morti e feriti. "Scopriremo chi c'è dietro questo attacco ben pianificato", promette in tarda serata il vicepremier Kurtulmus, spiegando che al momento non è giunta alcuna rivendicazione e annunciando la formazione di una task force di 7 procuratori per l'indagine. Le autorità non si sbilanciano sui possibili autori e parlano solo di "organizzazione terroristica".

Poco più di 4 mesi fa, due kamikaze si erano fatti saltare in aria davanti alla stazione ferroviaria di Ankara, mentre una folla si radunava in un corteo per chiedere la pace nel sud-est curdo, provocando 102 morti. Un attacco attribuito dalle autorità turche all'Isis, che però non lo ha rivendicato. Come non ha rivendicato l'azione del kamikaze che il 12 gennaio ha ucciso 11 turisti tedeschi nel centro storico di Sultanahmet a Istanbul, anche quella perpetrata secondo il governo dallo Stato islamico.

Gli attacchi contro i militari sono quasi quotidiani nel conflitto in corso nel sud-est del Paese contro il Pkk curdo. L'obiettivo delle forze di sicurezza è anche quello privilegiato da sigle di estrema sinistra responsabili di recenti attentati in Turchia, come il Dhkp-c. Una instabilità resa ancora più allarmante dalle tensioni internazionali che coinvolgono il Paese, specie in Siria.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha condannato l'attentato odierno affermando che oltrepassa i "limiti dell'umanità e della morale. Siamo determinati a combattere gli autori dell'attacco e le forze" dietro l'attentato.

Appresa la notizia, il premier turco Ahmet Davutoglu ha subito annullato la sua partenza prevista per Bruxelles, dove era atteso a un Vertice Ue sulla crisi migratoria, per partecipare a un summit sulla sicurezza con il presidente Erdogan.

Alla Turchia arriva subito la solidarietà della comunità internazionale. Il presidente francese, François Hollande, denuncia "l'odioso attentato che questa sera ha causato numerose vittime ad Ankara". È quanto si legge in una nota diffusa dall'Eliseo. Il capo dello Stato esprime quindi "il suo sostegno e la sua totale solidarietà alle autorità e al popolo turco confrontati oggi a questa nuova prova".

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