
Il governo laburista australiano, eletto poco più di un anno fa, ha messo in atto un'altra delle promesse elettorali adottando la Dichiarazione dell'Onu sui diritti delle popolazioni indigene, rovesciando così la posizione del precedente governo conservatore. La decisione fa seguito alle scuse presentate un anno fa dal premier Kevin Rudd agli aborigeni per le ingiustizie e abusi del passato. Australia, Usa, Canada e Nuova Zelanda erano state le uniche nazioni a votare nel 2007 contro la dichiarazione dell'Assemblea generale. Questa contiene 46 articoli che delineano i diritti dei popoli indigeni nella legge internazionale, ma non è vincolante e non può prevalere sulle leggi nazionali. Il precedente governo conservatore, come anche l'amministrazione Bush, aveva sostenuto che essa poteva prevalere su leggi esistenti e dare ingiusto vantaggio alle minoranze indigene. "Nell'adottare la dichiarazione, l'Australia compie un passo importante verso la ricomposizione delle relazioni fra australiani indigeni e non indigeni", ha detto il ministro per gli affari indigeni Jenny Macklin, in una cerimonia a Canberra, riconoscendo che gli sforzi per migliorare le condizioni degli aborigeni richiederanno tempo. ATS
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