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Estero
Australia: ridotto aiuto consolare a chi in guai all'estero
Redazione
12 anni fa

I turisti australiani che finiscono nei guai in paesi stranieri, o che si rivolgono ai servizi consolari con richieste irragionevoli sono avvertiti: il Dipartimento degli Esteri ha introdotto nuovi limiti, specie per i casi in cui vengono violate le leggi locali. La ministra degli Esteri Julie Bishop ha annunciato nuove direttive per i funzionari consolari nel mondo e ha avvertito i viaggiatori australiani di non aspettarsi sempre che il governo intervenga per tirarli fuori dai guai. Chi sfida ripetutamente le leggi locali, come gli attivisti che partecipano a proteste, avranno solo un minimo di supporto consolare. Le richieste ripetute di assistenza irragionevole saranno respinte. "Voglio mandare un messaggio molto chiaro", ha detto Bishop. "L'assistenza consolare non deve essere vista come un diritto ma come un privilegio. Chi deliberatamente abusa del sistema, riceverà solo un livello minimo di assistenza e consiglio". Lo scorso anno personale consolare ha fornito assistenza a quasi 15 mila australiani all'estero. La missione a Bangkok riceve il maggior numero di richieste di assistenza, seguita da Bali, Manila, Los Angeles e Dubai.

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