
Un australiano di 20 anni è stato rinviato a giudizio per aver infettato circa 74 mila computer in tutto il mondo con un virus creato per catturare dati bancari e di carte di credito, in quello che la polizia descrive come una delle più grandi reti di hacking nella storia. Il giovane, il cui nome non può essere diffuso finché non comparirà davanti ad un tribunale di Adelaide il 4 settembre, é stato incriminato per numerosi reati che prevedono pene detentive fino a 10 anni. L'arresto è scattato ieri dopo tre mesi di indagini, ha detto il detective capo di Adelaide Jim Jeffery. L'uomo è anche accusato di aver creato un software capace di disabilitare sistemi di computer bombardandoli con traffico indesiderato dai 74 mila computer che controllava, con un tipo di sabotaggio detto distributed denial of servicé. Avrebbe anche venduto ad altri il software. La polizia ha poi scoperto informazioni utili a identificare altre persone coinvolte nelle frodi, ha precisato Jeffery. 'Torniamo a raccomandare di controllare regolarmente i propri conti bancari'', ha aggiunto. ATS
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