
Piogge torrenziali e fiumi in piena hanno isolato intere cittadine e migliaia di persone nel nord est dell'Australia, una settimana dopo l'ondata di incendi che ha devastato il sud est del continente con un bilancio di 200 morti accertate, a cui si è aggiunta ieri quella di un vigile del fuoco schiacciato da un albero mentre cercava di collegare un idrante all'autobotte. I servizi di emergenza hanno evacuato decine di residenti in zone alluvionate attorno allo storica cittadina di Bellingen vicino Coffs Harbour, dove un fiume straripato ha bloccato oltre 4500 residenti. A Bourke, grande centro rurale dell'entroterra é stato dichiarato lo stato di catastrofe naturale dopo che è sono caduti 200mm di pioggia, più di due terzi del totale medio annuale. I servizi di emergenza si preparano ad altre evacuazioni sulla costa a nord di Sydney, in previsione di altre forti piogge e straripamento dei fiumi. A nord, lo stato tropicale del Queensland combatte contro le alluvioni dal dicembre scorso, con il 62% dello stato sommerso dalle acque, dopo una serie di temporali e un ciclone tropicale. Sul fronte degli incendi, mentre continua la lotta contro sei grandi roghi ancora fuori controllo, è stato arrestato un secondo piromane, scoperto dagli abitanti della zona mentre gettava cicche di sigarette nell'erba alta. Si è intanto insediata la commissione d'inchiesta creata dal governo del Victoria e presieduta dall'ex giudice della corte suprema Bernard Teague, sulle cause degli incendi e sulle strategie per evitare che si verifichino ancora. Con uno stanziamento pari a 20 milioni di euro, sarà una delle più vaste e complesse indagini mai condotte in Australia. ATS
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